Pino Pascali

Stilizzazioni? Non solo


Art-House inaugura la seconda mostra con la collaborazione dell’Archivio dell’opera grafica di Pino Pascali di Firenze, della Galleria Granelli di Livorno e della Collezione privata di Carla Lodolo Ruta.
Viene confermata la cultura espositiva che integra competenze e proprietà private, di enti e di altri centri d’arte moderna e contemporanea.
Proponiamo ai visitatori della mostra un contatto diretto con Pascali stilizzatore: termine desueto, ma utile per cogliere la ricerca dell’artista nella composizione grafica dell’immagine.
L’opera in copertina, Moschettieri, svela l’evoluzione creativa che presenta il gesto grafico: particolari ripetuti costruiscono i “personaggi–puzzle” dopo assemblaggi sofferti, cancellazioni e scarabocchi.
Non solo stilizzazioni, come la percezione delle opere in mostra evidenzierà quando il segno dell’artista si sposta su materiali e supporti inusuali, come in Arciere – Fondale – Dinosauro o Mascherone. Un esito estetico altrettanto importante – Pascali scultore – è riscontrabile quando la committenza pubblicitaria è sostituita da una libera ispirazione, in cui i contesti di origine pugliese e costiera si alternano a memorie di giochi d’infanzia con armi e animali.
Pino Pascali rappresenterà l’Italia nella sezione internazionale della LVI Biennale di Arte Contemporanea di Venezia.

Archivio dell’opera grafica di Pino Pascali Art House Frittelli Arte Contemporanea Galleria Granelli

Un ponte di idee fra carta e metallo

Fra la carta e il metallo il legame è difficile. E’ difficile se si parla di materia. Ma se a legare due elementi così diversi fra loro è il contenuto, allora le cose cambiano.
E’ su questo gioco di materiali e di soggetti che viene presentata la mostra di disegni di Pino Pascali, disegni realizzati nel periodo della sua collaborazione con Sandro Lodolo per i caroselli pubblicitari. Arcieri, aborigeni, pesci, dinosauri e armi sono alcuni dei soggetti che fanno da ponte fra l’elemento carta e le sculture in metallo, ma anche con le sculture in tela centinata, in lana d’acciaio o catrame che Pascali realizzava nello stesso periodo.
Pino Pascali – come si è detto – lavorò per la pubblicità accanto a Sandro Lodolo, per dieci anni; un mondo, questo, fatto di tanti elementi, ma dove chiaramente carta e cartoncino prevalgono su tutti.
Dalla carta, i disegni cambiavano supporto e diventavano altro, decine di fotogrammi, e si trasformavano in pellicola, dando vita a sigle e caroselli e arrivando così, attraverso il tubo catodico, in tutte le case degli italiani, o almeno di quelli che nei primi anni ’60 avevano il televisore in casa! Era comunque un mezzo straordinario che incuriosiva e conquistava un pubblico sempre crescente e, chiaramente, riempiva di emozione e orgoglio l’animo di chi vedeva trasmettere i caroselli e le sigle a cui aveva lavorato.
Quegli stessi anni, i dieci anni di pubblicità, dal 1958 al 1968, erano anche i dieci anni artistici di Pascali, i medesimi in cui realizzò il ciclo dei pezzi anatomici, degli animali, delle armi e degli attrezzi agricoli e tutti i suoi lavori, anche quelli scenografici per la RAI.
In questi anni c’è quindi un misto di produzioni a cui Pascali si dedicava con uguale professionalità. La sua creatività si destreggiava fra i tanti impegni e fra le svariate lavorazioni nelle quali si trovava a inventare e proporre continue soluzioni e idee. Per questo motivo, proprio per questa mescolanza di impegni, si trovano spesso, nelle sue produzioni, elementi simili, soggetti affini e idee ricorrenti. I disegni qui raccolti, pur essendo per specifici caroselli o appunti per sigle televisive, si possono collocare a metà, in un percorso di passaggio, di andata e ritorno da diversi obiettivi, diventando, a volte, anche lo spunto, l’appunto creativo per fare poi altro; dalla carta alla pellicola e al metallo o dalla tela alla pellicola e di nuovo alla carta.
Disegni di pesci, di pellicani e di dinosauri nuotano, volano o… riposano accanto ai pesci, ai pellicani e ai dinosauri fatti di tele centinate da cui prendono vita o ai quali loro stessi hanno dato vita… I formiconi si affiancano alla gigantesca “Vedova blu” di peluche, e la mitragliatrice e il cannone di metallo strizzano l’occhio al piccolo, colorato razzo su carta. E ancora, le corazze di lamiera su tavola fanno eco ai complicati costumi dei samurai, realizzati nel 1965 per gli spot della RAI “Radio tele fortuna”.
Pascali, si sa, non dava nulla per scartato quando si parlava di creatività, anzi! Il suo estro versatile e la sua fantasia poliedrica non si sarebbero mai fermati a classificare un materiale superiore e uno inferiore. Ognuno serviva per le sue specifiche caratteristiche. Non a caso, in seguito ad un carosello per i biscotti Maggiora, del 1965, realizzò numerosi personaggi tridimensionali fatti di carta, cartoncino, stoffe, legno e piccoli oggetti in materiali diversi, assemblati insieme secondo l’esigenza. Alcuni di questi personaggi, per la loro fragilità, sono andati distrutti. Ma rimangono in alcune fotografie: sono passati dalla materia tridimensionale alla carta, come molte sue cose. Se poi i materiali sono diversi e distanti da loro, come il metallo e la carta, non importa: a collegarli ci sarà sempre un ponte, un ponte di idee!
Claudia Lodolo
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